TIM multata per pubblicità ingannevole

Inserito in Curiosità,Eventi,Tim da il 22 giugno 2007 - Google +:

Generazione Attiva, l’Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori presieduta da Andrea D’Ambra, ha rilasciato un comunicato stampa concernente il suo ultimo successo in ordine temporale: la condanna di TIM a pagare una multa per pubblicità ingannevole.

Di seguito riportiamo il comunicato stampa:

Nella sua adunanza del 28 Maggio 2007 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto ingannevole il messaggio pubblicitario “Tim tribù azzera i costi di ricarica” condannando TIM ad una multa di 64.600 Euro.
A denunciare l’ingannevolezza del messaggio all’Antitrust qualche mese fa Andrea D’Ambra, Presidente di Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori, spot diffuso lo scorso Autunno, che vantava di aver azzerato i costi di ricarica quando in realtà questi venivano sempre pagati dall’utente che intendeva ricaricare una prepagata Tim, dovendo inoltre pagare 5 Euro per attivare il servizio pubblicizzato, passare ad un piano tariffario con costi piu’ elevati (la tribù appunto) e il bonus ricevuto poteva essere utilizzato soltanto per sms e chiamate esclusivamente verso gli appartenenti alla “tribù” e quindi non verso tutti gli altri utenti di telefonia mobile ed entro e non oltre 30 giorni dalla ricarica e per un limite massimo di 3 ricariche al mese. Tutto ciò non era chiaramente illustrato nel messaggio pubblicitario che l’Antitrust ha ritenuto bene sanzionare.
“Questo è solo la prima di lunga serie di sanzioni che continueranno ad arrivare per le aziende indisciplinate che non dimostrano un minimo di rispetto verso i consumatori” afferma soddisfatto Andrea D’Ambra che continua: “Da quando sul nostro sito www.generazioneattiva.it abbiamo predisposto un modulo di segnalazione per tutti i messaggi e le pubblicità ingannevoli riceviamo centinaia di denunce che vengono vagliate dalla nostra associazione ed inviate all’Antitrust”.
E conclude: “Allo stesso tempo si deve far di tutto affinché il Codice del Consumo venga modificato nella parte in cui prevede un tetto massimo alla sanzione amministrativa di 100.000 Euro tenuto conto del fatturato e delle circostanze aggravanti di questi grandi colossi troppo spesso recidivi. Basti vedere cosa accade negli altri paesi come ad esempio in Francia dove recentemente per pubblicità ingannevole alla principale catena di distribuzione Carrefour è stata richiesta una sanzione pari a 4,8 Milioni di Euro”.

Non possiamo che essere d’accordo con Andrea D’Ambra, quando cita la necessità di ritoccare verso l’alto il limite di 100.000 Euro attualmente imposto alle sanzioni amministrative.
Dato il volume d’affari milionario delle compagnie telefoniche, 100.000 Euro sono bruscolini: una cifra simile non può certo rappresentare un deterrente valido.

Il modulo per la segnalazione di pubblicità e messaggi ingannevoli citato nel comunicato stampa si trova a questo indirizzo. Ritenete di aver scoperto un’ennesima frode da parte delle compagnie telefoniche? Prima di inviare una segnalazione discutetene nel forum.

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