Procede la sperimentazione di Nokia su nuovi metodi per la ricarica wireless.
Il futuro di questa tecnologia, secondo la casa Finlandese, passa dalle onde radio, una risorsa di facile disposizione e a consumo zero.
Ricarica attraverso onde elettromagnetiche (che riempiono l’aria) da cui attingere energia, dunque.
L’obiettivo è arrivare a captare onde fino ad accumulare 50 milliwatt, quanto basta per riabilitare un telefono a batteria totalmente esaurita.
Fonte: Quo Media





questa sarebbe una vera rivoluzione in tutta l’elettronica. è inutile che ce la raccontiamo ormai tutti i telefoni piu evoluti hanno un unico limite: L’AUTONOMIA
che ce ne facciamo di computer tascabili,internet in mano,gps,foto,video ecc se per usare una sola di queste funzioni abbiamo poco tempo di autonomia?
13 giugno 2009 alle ore 21:47
Concordo pienamente con te, Andrea. Il mercato spinge verso la mobilità e quindi verso dispositivi portatili, ma come dici giustamente tu, il limite è sempre l’autonomia (a parte i limiti umani, come per esempio la necessità di una tastiera, seppur integrata in uno schermo, e di dimensioni minime di un dispositivo per poterlo utilizzare da un essere umano, ma tralasciamo questo aspetto).
Io credo, dal basso delle mie conoscenze, che la vera rivoluzione di questo secolo in campo elettronico sarà la scoperta di nuovi materiali e/o mezzi grazie ai quali accumulare in modo più “redditizio” (in termini di prestazioni) l’energia. Sono stati fatti notevoli passi avanti riguardo i componenti hardware, i quali necessitano di sempre meno energia per lavorare e che quindi riducono significativamente il dispendio totale di energia del dispositivo mobile.
Su TecnoMagazine abbiamo parlato di batterie ad acqua e zucchero e a gas e qui su CellularMagazine abbiamo parlato di dispositivi mobili che sfruttano l’energia solare e addirittura l’energia cinetica delle persone (quella prodotta dal movimento).
Ma attendiamo con ansia la VERA rivoluzione negli accumulatori, quella che vedremo realmente impiegata nell’elettronica del prossimo futuro. Che sia davvero questa?
15 giugno 2009 alle ore 12:02