Si tratta di Umakant Sharma, giocatore di scacchi professionista, che vinceva tutte le partite aiutato dai complici che ne indirizzavano le mosse via Bluethooth.
Un talento naturale per gli scacchi, tanto da non perdere nemmeno una partita, cosa che lo ha velocemente proiettato verso il campionato nazionale indiano.
Ma il vero “talento” di Umakant Sharma, giocatore indiano di scacchi professionista, è stato alla fine scoperto.
Era l’auricolare Bluetooth, nascosto nel suo cappello che non toglieva mai, a suggerirgli le mosse vincenti attraverso la voce dei suoi complici che erano davanti a un computer.
Il trucchetto gli è costato la squalifica per 10 anni, comminatagli dalla Federazione degli scacchi indiana.
“Abbiamo discusso a lungo l’accaduto – afferma Singh Chaukan, tesoriere della federscacchi indiana e presidente del comitato scacchistico di New Dehli – e abbiamo deciso che il suo comportamento non è gradito nel mondo degli scacchi.
Abbiamo studiato con attenzione le sue azioni, i suoi precedenti e abbiamo realizzato che non era un giocatore così bravo da poter scalare tanto in fretta le classifiche”.
Per info: cellulari





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