Chiavi internet e problemi contrattuali non rispettati

Inserito in Gestori Telefonia,Tim,Tre,Vodafone,Wind da il 27 agosto 2008 - Google +:


Visto le parecchie lamentele che abbiamo ricevuto ho pensato che potesse essere utile questa procedura dettata da Aduc.
Oltre alla lettera per tutti gli utenti rimodulati ingiustamente, l’Aduc ha preso conoscenza dei problemi di centinaia di utenti riguardanti le connessioni internet attraverso le rispettive chiavi internet e accessori simili.
Anche in questo caso l’Aduc ha preparato un modulo da spedire a chi di competenza cercando di ottenere ciò che ci spetta per contratto.

Aduc prima di iniziare il discorso, consiglia di leggere nell’osservatorio legale questo:

CONNESSIONI TRAMITE INTERNET CARD, CONNECT CARD, ADSM, PCMCIA, etc.: BOLLETTE A TRE ZERI
di Elisa Fontanelli
Negli ultimi mesi ci sono arrivate molte segnalazioni di utenti che hanno acquistato il servizio di connessione ad Internet tramite le cd “connect card”, ovvero apparecchi (card o penne usb da inserire nel pc) che consentono di collegarsi ad Internet viaggiando attraverso tecnologie UMTS, GPRS, HSDPA, EDGE, GSM, senza cioe’ utilizzare la linea adsl o analogica.
Questa opzione, lanciata e reclamizzata dai tre maggiori gestori di telefonia mobile (Tim, Vodafone e H3G) offre evidenti vantaggi, in particolare:
1) non dover necessariamente attivare una linea fissa (che sia adsl, telefonica o wireless);
2) avere una notevole liberta’ di movimento e di utilizzo di Internet, potendo collegarsi alla rete da qualsiasi luogo (volendo, persino sulla spiaggia).
Questo sistema, per certi aspetti rivoluzionario e relativamente a basso costo, ha suscitato molto interesse da parte degli utenti, ed in molti hanno deciso di aderirvi.
Quando si sono visti recapitare le prime bollette, tuttavia, spesso hanno ricevuto una bruttissima sorpresa. Gli importi richiesti riportavano per lo piu’ cifre a tre zeri, le piu’ alte mai viste tra coloro che fanno un uso normale di Internet.
Increduli, hanno chiesto chiarimenti ai gestori di riferimento, i quali nella maggior parte dei casi hanno risposto che l’importo era dovuto al superamento del limite di traffico mensile.
Attualmente le tariffe proposte, infatti, consistono in pacchetti a consumo o a tempo. I primi funzionano sulla base del traffico di bites registrato durante la connessione; i secondi in base alle ore di navigazione effettuate.
Se il bundle (il limite di traffico) viene superato, accade quello che e’ successo agli sfortunati utenti, ossia non solo la connessione non si ferma, ma si determina un improvviso cambio tariffario, in modo tanto automatico quanto invisibile, che risulta assai costoso.
Nella pratica sforare il bundle e’ molto semplice. Basta, ad esempio, utilizzare programmi che impiegano un numero consistente di bites, come ad esempio, alcuni programmi peer to peer, scaricare filmati o musica, etc.
Oppure puo’ accadere che il computer, a causa dello scarso segnale, si connetta ad Internet con una tecnologia diversa rispetto a quella scelta, sfruttando la rete di altri gestori.

Il principale problema riscontrato nell’utilizzo di questo sistema di connessione e’ che quando si passa alla connessione over bundle non e’ previsto nessun sistema automatico di avviso di superamento del bundle contenuto nell’offerta. Inoltre all’utente non viene data la possibilita’ di sapere in tempo reale quanto sta consumando poiche’ i sistemi di controllo messi a disposizione dai gestori spesso non funzionano, non sono aggiornati in tempo reale (sia che si tratti di programmi, che di pagine Internet, che direttamente chiamando un numero messo a disposizione del gestore).
Di conseguenza, in molti si sono visti arrivare bollette con importi stratosferici, nonostante abbiano provato a tenere sott’occhio i consumi.
Talvolta, i gestori avvertono l’inconsapevole utente dell’eccessivita’ (o anomalia) dei consumi registrati, e sospendono il servizio lasciando l’utente nel timore di dover ricorrere a misure economiche drastiche per pagare la bolletta.
Non potendo controllare il traffico effettuato, infatti, gli utenti sono messi in una condizione di totale impotenza di fronte a “manovre” o connessioni del proprio modem del tutto incontrollabili.
Questo sistema, a nostro avviso, e’ qualificabile come vessatorio ai sensi dell’art. 1341 c.c.; determina, infatti, un eccessivo squilibrio contrattuale ai danni dell’utente, poiche’ la consapevolezza del tipo di collegamento che si sta effettuando (e di spesa raggiunta) risulta affidata esclusivamente alla cognizione del gestore.
Tale meccanismo e’, inoltre, contrario a quanto previsto dall’art. 60 comma 2 del codice delle comunicazioni elettroniche il quale dispone: “Le imprese designate soggette agli obblighi previsti dagli articoli 54, 55, 57 e 59, comma 2, forniscono le prestazioni e i servizi specifici di cui all’allegato n. 4, parte A, di modo che gli abbonati possano sorvegliare e controllare le proprie spese ed evitare una cessazione ingiustificata del servizio”.
Tale previsione, attualmente, e’ rispettata solo in parte dai gestori. Se da un lato, infatti, questi pubblicano sui propri siti Internet i piani tariffari, compresi i costi delle connessioni over bundle, dall’altro, come abbiamo detto, rimane concretamente impossibile per l’utente capire quando avviene il superamento del limite associato all’offerta acquistata.
Inoltre, lo stesso sistema di calcolo del traffico di bites appare di difficile consultazione. Solo esperti utilizzatori del computer, infatti, sanno prevedere o riconoscere il “peso” di alcune pagine web o di programmi a cui si accede.
Accade quindi che l’utente “medio” che effettua una navigazione che considera “media”, spesso non si accorga dell’avvenuto sforamento del limite se non quando arriva la bolletta, e non gli sia consentito in via preventiva di capire, da quando questo e’ avvenuto e perche’.
D’altronde, ripetiamo, gli elementi che possono causare una fuoriuscita da proprio profilo tariffario possono essere molteplici, e di facile accadimento.
A chi avesse avuto problemi di questo tipo, pertanto, consigliamo di contestare le bollette con lettera raccomandata a/r di messa in mora, cosi’ come abbiamo preparato nell’apposito settore della modulistica: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=210364

Come per l’altra lettera vi riporto solo l’oggetto:

Oggetto: contestazione traffico Internet con (a seconda: ADSM card, ADSM Modem Usb, PC card, Internet Key, etc.)

Utenza n.……….. intestata a ……….. abitante in via ………… n…… cap/citta’……

Spettabile Gestore,
con la presente si intende fermamente contestare l’addebito di €… relativo al periodo .. , per i motivi che seguono:
 in data …. ho attivato l’offerta ….. che prevedeva la possibilita’ di navigare su Internet utilizzando fino a …. bites di traffico (o fino a .. ore) al costo mensile di € ….;
 Al fine di controllare il traffico totalizzato ho tentato varie volte di collegarmi al sito … , ma questo e’ risultato sempre non funzionante per problemi tecnici;
 Non mi e’ stato pertanto consentito di apprendere dell’avvenuto superamento del bundle, malgrado il sottoscritto abbia adottato ogni precauzione per evitare tale ipotesi. Da parte vostra, invero, non sono state predisposte sufficienti misure volte a garantire all’utente un utilizzo del servizio conforme a quanto previsto nel piano tariffario sottoscritto, e sopratutto ad avvertirlo in caso di improvviso cambio di piano tariffario;
 Il servizio da voi predisposto per controllo del traffico, infatti, e’ risultato non funzionante o non aggiornato;
 Tale mancanza determina un eccessivo squilibrio tra le parti, non consentendo all’utente di verificare l’entita’ del corrispettivo dovuto dall’utente;
 Oltre a qualificarsi come inadempiente, inoltre, il vostro comportamento e’ contrario a quanto previsto dall’art. 60 comma 2 del codice delle comunicazioni elettroniche, il quale espressamente prevede che “Le imprese designate soggette agli obblighi previsti dagli articoli 54, 55, 57 e 59, comma 2, forniscono le prestazioni e i servizi specifici di cui all’allegato n. 4, parte A, di modo che gli abbonati possano sorvegliare e controllare le proprie spese ed evitare una cessazione ingiustificata del servizio”.

Vi intimo pertanto,
entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, ad emettere nota di credito per la fattura n. … e contestualmente di provvedere alla emissione di nuova fattura, nella quale non vengano addebitati gli importi superiori al costo dell’offerta sottoscritta.

Vi intimo inoltre
a predisporre adeguate tecniche di avvertimento in caso di rilevazione di consumi anomali ed eccessivi, in modo da consentirmi di scegliere se proseguire o meno la fruizione del servizio.
Con l’avvertimento che in mancanza provvedero’ alla tutela giurisdizionale dei miei interessi.

Per la lettera completa riferitevi direttamente al sito Aduc nella relativa pagina.
Come per l’altro articolo ripeto che in caso di eventuali novità, fateci sapere in maniera da comunicarle a tutti.

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6 Commenti
  1. maurizio:

    E’ assoluamente vero _

    Queste cose accadono sempre piu’ d ifrequente ed a rimostranze presso
    il Negozio oggetto di stpula del Contratto …. nn sanno cosa rispondere
    ed anche al n° di riferimento …….

    Il problema e’ che l’addebito avviene su Credit card ,quind iil Cliente si
    trova a dover pagare in ogni caso _

    Da parte mia vare iintenzione di provare a :

    NON utilizzare la Chiave ( 3 ) per il periodo oggetto di fatturazione , in modo da verificare l’addebito _ Ma credo che troverei la soropresa anche in questo caso _

    Pensare male e’ peccato ….. dice un famoso proverbio …. ma il + delle
    volte …………………

    L’unica soluzione e’ la rescisisone del contratto _
    Ma e’ la Legge che dovrebbe regolamentare meglio questo titpo di servizi
    Il Gestore fa quello che vuole ……. quasi sempre impunemente _

    28 agosto 2008 alle ore 15:33

  2. Eh il problema è che per far valere le proprie ragioni su questi colossi ci vuole tempo e soldi da perdere dietro ad avvocati e cause legali.
    Ed entrambe le due cose nessuno intende sprecarle.

    28 agosto 2008 alle ore 17:49

  3. Rino:

    Ciao a tutti i WIND dipendenti…
    Ho acquistato un modem Alcatel marcato Wind ed una nuova sim su cui ho attivato l’offerta 50 ore a 5 € per i primi tre mesi poi passerò a 9 €. Qual’è il problema? e che la connessione cade ogni 15-25 min senza alcun motivo e mentre sto navigando. Wind mi risponde che c’è un disservizio sulla rete e che cio potrebbe protarsi fino a fine anno 2008. Ma se ogni sessione è di 15 minuti quando mi cade la linea al 16 minuto di navigazione perdo in quel momento 14 minuti di navigazione. E’ giusto questo mancata possibilità di navigazione prevista da contratto se è proprio wind a dirmi che ci sono problemi di rete? posso chiedere un rimborso non economico ma di ore non usufruite? Grazie

    15 dicembre 2008 alle ore 14:47

  4. Prova a chiederlo via mail attraverso il servizio clienti wind.
    Magari lo concedono.
    Inoltre rispondono piuttosto velocemente.

    15 dicembre 2008 alle ore 16:41

  5. Antonio:

    se viene acquistata una chiavetta e si stipula un contratto di utenza per deu anni sul presupposto che la propria residenza rientra in zona di copertura pubblicizzata dal provider e poi tornando a casa si scopre che non c’è assolutamnetemodo di connettersi, il provider ha ragione a richiedere la penale e l’importo per gli anni futuri? Si tratta di un contratto aleatorio?

    11 agosto 2009 alle ore 23:00

  6. Hai ragione, non sei la prima persona che sento farsi questa domanda. Cercherò risposta ….ma non ti assicuro nulla.

    12 agosto 2009 alle ore 14:27

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