Android dice no all’Italia, ma l’ Italia risponde

Inserito in Cellulari Speciali,Curiosità,Eventi,Telefonia da stejano il 20 novembre 2007

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Gli sviluppatori italiani che come me volevano mettersi alle prese con il nuovo sistema operativo Google per cellulari e magari sperare in una posizione in classifca e qualche dollaro in più, dovranno rinunciarci!

Troppa burocrazia ha scoraggiato anche Google?
A quanto pare sembra di sì.

Per questioni legali infatti sembra proprio che Italiani, abitanti del Quebec,Corea Nord, Cuba, Iran, Myanmar, Siria e Sudan, non possano partecipare.
Google scoraggiato dai nostri sistemi sembra proprio aver rinunciato ai nostri progetti e non averci ammesso al concorso.
Anch’io indignato della cosa ho deciso di parlarne un po’.
Tutta la blogosfera, senza bavaglio ed in piena correttezza ha trattato l’argomento:

Dal blog di Quintarelli:

“….In Italiano:

-I premi devono essere assegnati in presenza di un notaio e di un rappresentante di una associazione di consumatori.
-Premi non ritirati devono essere donati ad enti non profit esplicitamente dichiarati nelle regole
-Le pratiche vanno registrate presso due ministeri.
Poi c’e’ anche una questione legata ad una fideiussione bancaria, pari all’importo del premio”

Come ben dice il nostro amico, molto borbonico ed anch’io confermo.
Se un ente internazionale vuole far partire un concorso a livello mondiale bisogna permettergli di farlo, entro dei limiti dove poi e sottolineo poi, si interverrà su eventuali scorrettezze interne allo stato.
Insomma l’indirizzo mondiale non è di cooperazione ed unità? e poi rimaniamo fregati su un concorso a premi? Ci fa disonore la questione.
Proprio attraverso l’indirizzo internazionale risolve la questione Quintarelli:

“Facciamo cosi’:

“chi vuole partecipare comunque, se lo ritiene, mi manda la documentazione e mi fa provare i servizi.
-Io li valuto coinvolgendo qualche amico di 1generation.net (devo ancora dirglielo) e a mio insidacabile giudizio, per almeno 5 idee, finanzio e curo la costituzione di una società all’estero, in modo che la società partecipi alla gara.
-se una poi piglia i soldi, mi restituisce quello che ho speso e chi ha pigliato il finanziamento subentra nella societa’ e cosi’ si trova i soldi e una societa’ all’estero bella e costituita.”

Ma ecco che nel buio, un barlume di luce appare dal Blog di Guido Scorza, docente di diritto informatico all’università di Bologna:

“Se così fosse, tuttavia, mi permetto di suggerire ai colleghi che assistono Google di leggere l’art. 6 del D.P.R. 26-10-2001 n. 430 – Regolamento concernente la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonché delle manifestazioni di sorte locali, ai sensi dell’articolo 19, comma 4, della L. 27 dicembre 1997, n. 449. – che sotto la rubrica “Esclusioni”, stabilisce che “Non si considerano concorsi e operazioni a premio: a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in àmbito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività”.

Un’iniziativa quale l’ANDROID CHALLENGE rientra certamente in tale esclusione e, quindi, ad essa non si applica la speciale disciplina che potrebbe aver scoraggiato Google con la conseguenza che sarebbe auspicabile un’immediata sua riapertura anche al pubblico italiano.”

Complimenti per l’idea e la soluzione trovata,sicuramente scatterà l’invito a cena se funziona e qualcuno di noi dovesse vincere.

Ma la discussione ha raggiunto anche i vertici alti, nonostante non ho sentito parlarne telegiornali, ecco sul blog di Antonio Dipietro

“I motivi sono i soliti: la burocrazia e le leggi fuori dal tempo che obbligherebbero Google a dialogare con Ministeri, notai, monopoli di Stato e compagnia bella, con il risultato inevitabile di una procedura lunga ed assurda.

La posizione di Google è comprensibile: chi me lo fa fare a me, Google, di farmi venire un mal di testa (italiano) quando sto offrendo 10 milioni di dollari??

A me tutto ciò sembra pazzesco: è mai possibile che questo possa succedere oggi, nel 2007?”

Riporta inoltre come fanno gli altri stati (cosa che ci stiamo tutti chiedendo):

“La Apple, la HP, Google, Flickr, Facebook, sono tutti nati così. Per aprire un’azienda in California bisogna compilare un foglio, pagare qualche dollaro, e in mezz’ora sei libero. In Italia dovrebbe essere non dico così, ma ANCORA PIU` SEMPLICE, perchè non c’è lavoro: e allora bisogna crearne di nuovo, e chi meglio dei giovani ha voglia di crearne?
Allora facilitiamo, inventiamo, rendiamo possibile la creazione di startup e di venture capital. Che senso ha lamentarsi che non c’è lavoro quando complichiamo l’iniziativa individuale? Impedendo addirittura la partecipazione ad un concorso estero? Mi dia retta: per risolvere il problema lavoro, mettete i giovani nelle condizioni di crearlo.”

La discussione come ben vedete si è complicata molto nella rete ed ha invaso blog di post e richieste, io vi ho fatto un bel riassunto di parte della blogosfera, in cui si trovano moltissime informazioni riguardo il problema.

Ora però dico la mia:

Ma possibile che ci facciamo sempre riconoscere noi italiani?
Ma possibile che siamo nell’ Unione Europea e Google blocca solo noi?
Ma possibile che nel 2007 se vuoi fare un semplice concorso a premi, semplicissimo anche se dalle portate finanziarie altissime, c’è bisogno di scartoffie inutili?
Google fornisce tutto il materiale gratuitamente, io gli invio il lavoro che faccio e loro mi dicono se ho vinto oppure no.
Insomma Google non è il primo che passa e se tutti gli stati entrano nel progetto senza problemi ci sarà un motivo non credete?

Inoltre ragazzi l’idea di Scorza sembra proprio valida ed infatti potrebbe proprio questa soluzione risolvere il nostro problema.Ma chi si interessa?
Sembra infatti che il problema non abbia toccato troppo i nostri politici ed abbia lasciato piuttosto indifferente la stampa.
Sarà che in Italia le tecnologie ad alto livello non hanno lo stesso successo che nel resto del mondo.
Sarà che il concorso non fa gola a molti, ma sta di fatto che comunque vada siamo partiti svantaggiati.
A gennaio inizierà il concorso, vi terremo aggiornati sul problema, ma anche voi tenete le orecchie ben aperte, se scoprite news sull’argomento comunicatecele subito!

Dai un'occhiata a cosa succede adesso sulla Home Page di CellularMagazine o sul forum oppure controlla questi post correlati:
2 Commenti
  1. Alessandro:

    La situazione è veramente assurda, lo stato dovrebbe muoversi e fare qualcosa di concreto…

    20 novembre 2007 alle ore 13:26

  2. Luka:

    Una tipica storia assurda italiana!

    20 novembre 2007 alle ore 13:41

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