Giunge dallo stato americano della California la notizia che uno dei residenti, tale Timothy Smith, abbia citato in giudizio la Apple per danni. Quale potrà mai essere la ragione del contendere? Ovviamente il recente rilascio del famigerato aggiornamento 1.1.1 dell’iPhone, proprio quello in grado di operare il “bricking”, ossia di rendere del tutto inutilizzabili gli apparecchi moddati e “sbloccati” dagli utenti.
La base legale su cui è stata impostata la causa sarebbe “un’eccezione al Digital Millennium Copyright Act 1998”, grazie alla quale “i consumatori possono legalmente modificare i loro telefoni per utilizzarli col network telefonico di loro scelta. Apple ha ignorato l’eccezione senza tenere conto dei diritti dei consumatori”.
E così ora Apple si trova a far fronte ad una class action: questo significa che altri utenti di iPhone danneggiati dall’update possono sottoscrivere l’azione legale intrapresa dal succitato Timothy Smith. Attualmente questa possibilità è esclusivo appannaggio dei residenti californiani, poiché si tratta di una class action statale. Tuttavia, com è ovvio, gli avvocati di Smith stanno cercando di far cambiare la designazione della causa in class action nazionale. Intanto il sito ufficiale è già attivo: appleiphonelawsuit.com.
A quanto pare le richieste di risarcimento monetario non sono ancora state rese note. Di sicuro, però, l’accusa cercherà di ottenere in via giudiziale il riconoscimento forzato da parte di Apple della garanzia per tutti gli iPhone danneggati dall’update, e il divieto di vendere in futuro iPhone legati ad un solo, specifico carrier telefonico.
Fonte: Vnunet.com
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