Greenpeace: Eco-guida XVI. Bene Philips, Nokia e HP. Male Toshiba

Inserito in Costruttori,Elettrosmog e Salute,HP,LG,Nokia,Philips,Samsung,Telefonia da il 12 novembre 2010 - Google +:

greenpeaceGreenpeace ha recentemente pubblicato la XVI edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici, un aggiornamento sulla sostenibilità delle grandi aziende e un aiuto ai consumatori per fare acquisti responsabili.

Primo e secondo posto in classifica rispettivamente a Nokia e Sony Ericsson, per aver messo al bando sostanze altamente nocive come PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, antimonio, berillio e ftalati. Anche Acer, Wipro, HCL e HP hanno conquistato punti grazie all’eliminazione dei ritardanti di fiamma e del PVC dai loro prodotti.

HP, in particolare, può vantare diverse linee di notebook e desktop toxic-free già in commercio e una stampante priva di PVC.

Greenpeace ha voluto poi premiare Philips per l’iniziativa Econova TV, il primo televisore prodotto dall’azienda senza PVC né ritardanti di fiamma a base di bromo.

  • Ma come mai togliere i ritardanti di fiamma dai nostri televisori, cellulari e computer?

Innanzitutto perché provocano danni al funzionamento dei processi di apprendimento e memoria e perché possono interferire con la normale attività della tiroide.

  • E quali sono i motivi per eliminare il PVC?

Per esempio il fatto che, dal momento della produzione a quello dello smaltimento per incenerimento, questa sostanza rilasci in ambiente diossine cancerogene pericolose per la salute dell’uomo.

HP, Samsung e Lenovo sono le aziende che, più di altre, hanno scalato la classifica in questa edizione. Samsung dalla 13esima passa alla quinta posizione, anche se mantiene il punto di penalizzazione maturato nella quattordicesima edizione per aver disatteso gli impegni assunti in passato di eliminare le sostanze pericolose da tutti i prodotti entro il 2010.

Punto di penalizzazione che meritano anche Dell e LGE per non aver rispettato l’impegno di mettere al bando le sostanze dai loro prodotti, rispettivamente entro la fine del 2009 e del 2010. Toshiba se ne merita addirittura due: non ha dichiarato pubblicamente di non aver ripulito, come promesso, la propria catena di produzione entro il 1 aprile 2010 e non ha nemmeno identificato una nuova scadenza.

Qualcuno sale, qualcun altro scende e c’è chi rimane stabile. Quello che è certo è che i modi per migliorare le proprie prestazioni verso una maggiore sostenibilità esistono e sono ben noti a tutti, il punto è metterli in pratica.

puntualizza Grennepace, che riconosce i meriti delle aziende che si stanno impegnando e lancia un monito a quelle che invece fanno ancora troppo poco. E, infine, ricorda a tutti che le buone intenzioni da sole non bastano e che continuerà a vigilare.

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