martedì 21 novembre 2017
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Affaire Huawei/Leica: non è una questione di lenti

L’affaire Huawei-Leica rischia di ingigantirsi. Va bloccato con opportune contromosse. Purtroppo per l’azienda cinese arriva nel momento peggiore della sua storia, quando cioè sta cercando di compiere il passo decisivo verso l’affermazione del brand con un’offerta più concentrata sull’alta qualità dei prodotti per giustificare un innalzamento del prezzo medio al fine di continuare nel percorso di maturazione e di ampliamento delle quote di mercato. Spesso le conseguenze di parole dette “alla leggera” potrebbero essere più nefaste di quanto ci si possa prospettare. Huawei dovrebbe evolvere in un più dettagliato dialogo con i consumatori, quello che si richiede non a un outsider vorace di guadagnare posizioni ma a un’azienda ormai protagonista affermata del mercato. La quale, di conseguenza, dovrebbe agire con cautela e attenzione, per evitare effetti boomerang prestando il giusto peso alle parole. Perché alla resa dei conti tutto si risolve nella chiara comunicazione: un conto è dire che il reparto fotografico è di Leica; un conto è sostenere che è stato co-progettato e ideato con l’aiuto di Leica.

Ripartiamo dai fatti, in sintesi. La presentazione del Huawei P9 è stata tutta virata sul reparto fotografico con due obiettivi firmati nientementoche da Leica e addirittura riportanti la serigrafia Summarit sullo smartphone. Il sillogismo implicito ed esplicito è semplice: la parte fotografica è stata fatta passare come totalmente affidata allo storico produttore tedesco di ottiche e fotocamere digitali, tant’è che è utilizzato il brand impiegato sugli obiettivi professionali (Summarit). All’evento internazionale è stato diffusamente utilizzato il concetto di “co-engineered with Leica“: a tutt’oggi si legge nel sito che la “collaborazione tra Huawei e Leica ha dato vita a uno smartphone con doppia fotocamera“; il P9 è “in grado di catturare immagini dai colori luminosi e garantire al contempo una resa in bianco e nero straordinaria; il tutto con lo stile senza tempo di Leica”; sui documenti ufficiali si legge “dual 12 Mpixel rear cameras with Leica Summarit Lensens“. Insomma, impossibile non pensare che il reparto fotografico fosse frutto dell’intervento avveniristico di Leica. Poi la doccia fredda. Si scopre che le lenti sono prodotte da Sunny Optical, già partner di Huawei.

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